Archivi Categorie: LE TELEFONATE

Viva il 112 numero unico per l’emergenza!!

Operatore: “Pronto 118”

Signora: “Site ‘e pumpiere?” (siete i pompieri?)

Operatore: “No signora l’ambulanza”

Signora: “Uh…scusate, e che nummero aggia fa, pe fa venì o cientequinnece ?? (Scusatemi, e allora quale numero devo comporre per far venire il 115??)

 

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QUANTE DOMANDE !!!

UN PRESUNTO CODICE ROSSO

La telefonata arriva in centrale alle ore 20 a parlare inizialmente è una donna sulla sessantina, tranquilla e collaborante. L’operatore dopo aver chiesto le informazioni per individuare il posto (indirizzo, numero civico e cognome), come da protocollo, chiede di sapere il motivo della richiesta di soccorso per formulare il famigerato triage al fine di affidare un codice di gravità all’evento. A questo punto della conversazione interviene il figlio, nervoso e risoluto, inveendo nei confronti della mamma e dell’operatore e, prendendo possesso della conversazione taglia corto ritenendo troppo eccessive quelle domande.

Ecco la trascrizione della telefonata a voi giudicare….

Operatore: “Pronto 118”
Signora: “Buona sera, sentite io ho bisogno urgentemente di un autoambulanza in via piazza vecchia numero 3 nei pressi di via Umbria.”
Operatore: “Via piazza vecchia?”
Signora: “Si, via piazza vecchia”
Operatore: (mentre digita l’indirizzo) “Via pia..zza …ve..cchia …numero?”
Signora: “Tre, numero tre”
Operatore: “Com’è il cognome al citofono?”
Signora: “Sepe, Sepe Antonio”
Operatore: “Cosa è successo?”
Signora: “E niente, mio marito sta gravissimo, (pausa) tiene… tiene la broncopolmonare“

(intanto in sotto fondo si sente il figlio che inveisce nei confronti della mamma con tono molto alterato)

Figlio: (voce fuori campo)“Ma che è?? Invece di perdere tempo a telefono fai mandare subito un’ambulanza!!!! (e con tono ancora più acceso) Ma quante domaaaaande faaaaa???
Signora: “Abbiate pazienza noi siamo spaventati perché mio marito sta malissimo…”
Figlio: (Rivolto alla mamma in tono determinato) “Dai il telefono a me… spostati dai!!! (strappa la cornetta dalle mani della mamma ed esordisce) Pronto!!!”
Operatore: “Si pronto”
Figlio: “Sentite è urgente dovete mandare un ambulanza…”
Operatore: “Ah ecco…”
Figlio: “Ha la broncopolmonite…. Non respira bene… via piazza vecchia numero 3, nella traversa… Chiamavamo a voi… Arrivederci!!!” (ed aggancia)

FINE DELLA CONVERSAZIONE

La durata della conversazione è di 42 secondi. Ai successivi tentativi  di approfondimento da parte dell’operatore non si avrà nessuna collaborazione.

Ci saranno invece, altresì, diverse chiamate di sollecito dal tono minaccioso e gratuitamente ingiuriose.

L’intervento sarà classificato come codice rosso, sovrastimato, chiaramente, a causa del tono della conversazione e dei sintomi enunciati (non respira bene).

L’ABZ arriverà sul posto dopo 8 minuti dalla chiamata e il personale (medico, infermiere e autista soccorritore) impegnato nell’effettuare una visita medica con rilevazione dei parametri vitali riceverà un sonoro rifiuto ricovero finale.

A PRESTO

SLV

La lettera che mi ha cambiato la vita

Il video racconta la storia di un semplice infermiere di centrale 118, che un giorno pensò di creare un blog, pronto118, all’interno del quale trascrivere le chiamate di emergenza, per far conoscere meglio questo vitale servizio. Un giorno Silvestro, così si faceva chiamare per nascondere la sua vera identità, pubblicò una telefonata di un bambino salvato per telefono dal soffocamento, ad opera di un collega. Per caso un medico, allora sconosciuto, navigando in internet, si trovò in quel blog e gli inviò una lettera. Da allora la sua vita è cambiata ed il medico nel frattempo è diventato un personaggio pubblico: il Dott. Marco Squicciarini, l’eroe salva bambini e genitori, colui che combatte ogni giorno il NON SAPERE. Quel non sapere che in Italia ogni anno miete 50 piccole vittime, proprio così 50 bambini perdono la vita a causa del soffocamento da corpo estraneo. Ma il vero dramma è che la maggior parte di essi si possono salvare, se solo chi gli sta vicino in quei primi drammatici momenti sapesse cosa fare e non si cimentasse invece in cose improvvisate e condannate a livello mondiale.

Da quella lettera è iniziato per l’autore del Blog, Domenico Buonanno, un intenso percorso formativo che ha cambiato letteralmente la sua vita.

Il suo sogno (realizzato!!) era poter collaborare con lui portando avanti la sua strepitosa opera nella sua città, Napoli.

E da allora non si è più fermato:

2007: Blog di Silvestro
2008: lettera del Dott. Squicciarini
2008: Istruttore PBLSD e Manovre disostruzione
2009: V.D.S. C.R.I.
2009: Operatore HEMS
2010: Laurea specialistica
2010: Formatore CRI di Istruttori MDVAPED
2011: Delegato CRI alla Formazione C.L.Napoli Nord
2011: Citazione nel Libro Dott. Squicciarini (p.39 e 79)
2012: Referente Regionale PBLSD e Manovre Disostruzione Pediatriche CRI CAMPANIA

2013:

Se lo puoi sognare… lo puoi fare (Walt Disney)

GRAZIE MARCO!!!!

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Dott. Domenico Buonanno
Infermiere Laureato Specialista
Operatore C.O. 118 Napoli
Volontario della Croce Rossa Comitato Locale Napoli Nord
Istruttore PBLSD e Manovre di disostruzione pediatriche

CHI SALVA UN BAMBINO …SALVA IL MONDO INTERO

Qui sotto il link del post di risposta alla lettera del Dott. Marco Squicciarini pubblicato in questo blog,  in data 21 luglio 2008

Chi salva un bambino … salva il mondo intero

Silvestro

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Marachella di “pessimo gusto”

INGESTIONE DI DEODORANTE

La chiamata giunge in centrale alle ore 13 e 40. Una bambina di tre anni sembra abbia ingerito una piccola quantità di deodorante liquido per il corpo. La mamma, scoperto il malfatto, preoccupata chiede aiuto al 118. L’operatore accertato le buone condizioni della piccola mette in contatto la signora con il medico del Centro Anti Veleno. La conversazione in tutto dura 4 minuti e 27 secondi.

 

Operatore: “Pronto 118”

Mamma: “Pronto buon giorno sentite ho bisogno di aiuto”

Operatore: “Si signora, mi dica di cosa ha bisogno, cosa è successo?”

Mamma:  “Mia figlia di 3 anni ha ingerito del deodorante liquido”

Operatore: “Ma adesso come sta?”

Mamma:  “Non lo so… a me sembra bene… solo che piange”

Operatore: “Ma quanto ne ha bevuto?”

Mamma: “Non lo so… non credo molto”

Operatore: “Che tipo di deodorante, quello per ambienti?”

Mamma: “No no, Il tipo liquido, quello per il corpo, si chiama Licia..”

Operatore: “Signora attenda in linea, stia tranquilla la metto in contatto con i medici del Centro Anti Veleno”

Mamma:  “Ok grazie”

.

L’operatore chiama il Centro Anti Veleno, fa un resoconto della situazione all’infermiera che risponde, e le passa la telefonata:

 .

Infermiera C.A.V.: “Salve signora le passo il medico”

Medico C.A.V.: “Buon giorno signora, mi spieghi cosa è successo esattamente”

Mamma: “Salve dottore, io ero in cucina, mentre mia figlia era per casa, poi è andata in bagno ha aperto un cassetto ed ha preso una bottiglina di deodorante liquido per il corpo che io avevo li riposto… ho sentito piangere ed ho visto che aveva in mano la bottiglina aperta…”

Medico C.A.V.: “Riesce a quantificare quanto ne ha bevuto?”

Mamma:  “No…non lo so…”

Medico C.A.V.: “La bottiglia era piena?”

Mamma: “Si, non ho mai usato quel deodorante”

Medico C.A.V.: “E adesso quanto ce n’è all’interno?”

Mamma: “E’ quasi piena… un po’ credo che ne manchi”

Medico: “La bambina invece come sta, cosa le riferisce?”

Mamma: “Sta piangendo, perché mi vede preoccupata…credo, mio marito le ha fatto bere anche del latte… io credo sia meglio farla vomitare no?”

Medico C.A.V.:  “No, no, assolutamente, non fatela vomitare… altrimenti il liquido passa di nuovo per l’esofago e non è opportuno, piuttosto non si faccia vedere agitata e preoccupata, la bambina  le riferisce qualche sintomo, è grandicella può farlo!!”

Mamma: “No…”

Medico C.A.V.: “Allora signora se la quantità ingerita è minima, basta darle solo una protezione gastrica”

Mamma: “Io credo di si… ma non sono sicura”

Medico C.A.V.: “Lei la osservi, se lamenta mal di stomaco, e mal di pancia allora bisogna andare in ospedale”

Mamma: “Va bene, ma se la quantità è poca posso stare tranquilla?”

Medico C.A.V.: “Si signora, se ne ha ingerito una quantità esigua o se ha solo toccato il liquido con la bocca, o ne ha ingerito poche gocce basta darle solo la protezione gastrica”

Mamma:  “Si ma io credo che qualche goccia l’abbia ingerita”

Medico C.A.V.:  “Comunque se la bambina  inizia ad essere irrequieta, piange, lamenta nausea, ha conati di vomito, allora la porti in ospedale per i controlli del caso”

Mamma:  “Ho capito… va bene”

Medico C.A.V.:  “Stia tranquilla abbiamo visto bambini che hanno ingerito anche un tappo intero di candeggina risolto solo con la protezione gastrica”

Mamma: “Speriamo bene… io sono in pensiero anche perché il deodorante era scaduto, ce lo avevo da più di tre anni”

Medico C.A.V.: “Questo non cambia la situazione, in ogni caso le controlli bene la bocca, veda se la gola e la lingua sono arrossate”

Mamma:  “No non credo ho visto prima, mi sembrano normali, ma che tipo di protezione per lo stomaco devo darle?”

Medico C.A.V.: “I più comuni… se va in farmacia basta chiedere un gastroprotettore, o comunque può chiedere anche al suo pediatra”

Mamma: ”Va bene grazie dottore, eventualmente la richiamo”

Medico C.A.V.: “D’accordo, stia tranquilla, sorvegli la piccola e buona giornata”

Silvestrooooooo

INGESTIONE DI AMUCHINA… IN ALLATTAMENTO

Il primo squillo giunge in centrale alle ore 9.30 una voce preoccupata e abbastanza agitata di una giovane mamma irrompe chiedendo consiglio. Ha ingerito per sbaglio una piccola quantità di soluzione contenente amuchina preparata per disinfettare i presidi del suo bambino di 3 mesi e mezzo. Il suo cruccio maggiore deriva dal fatto di allattare al seno il piccolo.

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La telefonata dura in tutto 3,53 minuti, a gestire la conversazione oltre che l’operatore 118 anche l’esperto del centro anti veleni.

Operatore: “Pronto 118.”

Mamma: “Buon giorno, senta un informazione, io sono mamma di un bambino di 3 mesi e mezzo…”

Operatore: “Si…”

Mamma: “Le spiego… stamattina involontariamente, avevo 2 bicchieri in cui in uno c’era un poco d’acqua e amuchina, involontariamente io per prendere le vitamine, ho preso uno di questi bicchieri, diciamo, e mi sono accorta di aver ingerito un po’ di amuchina con l’acqua, per prendere le vitamine, però ho cercato di provocarmi il vomito, perchè comunque sto allattando ancora… che mi consiglia di fare?”

Operatore: “Capisco… da dove chiama?”

Mamma: “Mercato S. Nicola”

Operatore: “Come si sente?”

Mamma: “Io sto bene… solo sto in pensiero per mio figlio… stavo in cucina, mi sono provocata anche il vomito, …ce l’avevo li per sterilizzare le tettarelle e tutte le cose per il bambino”

Operatore: “Non si preoccupi… non succede nulla.”

Mamma: “Si ma quello che mi preoccupa e che sto allattando il bambino, non vorrei che…”

Operatore: “Capisco signora, stia tranquilla, la metto in contatto con i medici del Centro Anti-Veleno.”

Mamma: “Va bene grazie mille.”

L’operatore spiega la problematica al medico del C.A.V. e gli passa la telefonata.

Medico c.a.v.: “Pronto signora buon giorno…”

Mamma: “Si buon giorno senta…”

Medico c.a.v.: “Non succede nulla… da quello che mi ha detto l’operatore di centrale può stare tranquilla, non succede nulla, quanta amuchina aveva messo nell’acqua?

Mamma: “Guardi non mi ricordo perchè io praticamente faccio una soluzione, ho messo circa 2 litri di acqua dentro ad un contenitore, quindi ho messo circa 100 ml, però io come ho sentito il sapore l’ho sputato subito, però qualche pochino l’ho ingerito…”

Medico c.a.v.: “Non succede nulla.”

Mamma: “Quello che mi preoccupa e che io comunque sto allattando…”

Medico c.a.v.: “No, no, no, non si preoccupi non succede nulla, al massimo può dare un brutto sapore al latte e il bambino si schifa… ma non succede niente.”

Mamma: “Ma mi consiglia di dargli l’aggiunta… perchè io gli sto dando l’aggiunta perchè non ho latte a sufficienza, quindi gli do sia il mio latte che l’aggiunta. Mi consiglia di dare soltanto l’aggiunta al bambino? Per la giornata di oggi?'”

Medico c.a.v.: “Si, magari può essere utile per la giornata di oggi, ma anche non per tutta la giornata, magari per la prima parte… ma comunque non passa nel latte…può dare un brutto sapore ma non…”

Mamma: “Non c’è pericolo!”

Medico c.a.v.: “No.”

Mamma: “Perchè le spiego… io come ho sentito il sapore… poi è trasparente… non ho sentito neanche l’odore cattivo e come ho sentito questo sapore… l’ho sputato subito e ho cercato di provocarmi il vomito in bagno…”

Medico c.a.v.: “No, no, no… è inutile signora non si sottoponga a queste torture… perchè non sevono a niente.”

Mamma: “Quindi diciamo non ci sono pericoli per il bambino?”

Medico c.a.v.: “No, nessuno, neanche per lei.”

Mamma: “Bene la ringrazio, siete stati molto gentili.”

Medico c.a.v.: “Buon giorno.”

Mamma: “Buona giornata.”

AMBULANZA CON MEDICO O SENZA MEDICO: DUBBIO AMLETICO

La chiamata giunge in Centrale alle ore 18 e 20, a richiedere l’intervento del  118 è una voce maschile tra i sessanta e i settanta anni. Il signore, con tono impaziente, chiede con insistenza  l’invio di un ambulanza con medico  per far visitare la moglie che a suo dire da qualche giorno non la vede bene.

 Raccolti tutti i dati anagrafici e formulato un triage a limite dell’ impossibile per la scarsa collaborazione fornita dall’utente si invia sul posto un’ ambulanza di tipo B (autista soccorritore e infermiere). Codice di gravità assegnato all’evento GIALLO (sovrastimato).  Al momento comunque la paziente sembra essere cosciente con respiro eupnoico.

Questa trascritta è l’ultima parte della conversazione durata 3 min e 37 sec. trascorsa per lo più a far comprendere all’utente l’assoluta bontà e regolarità del servizio svolto dal personale 118 anche senza medico.

Operatore: “mi dispiace ma sull’ambulanza che le posso inviare il medico non c’è.”

Utente:  “ma come non c’è il medico? “

Operatore: “Le ripeto non tutte le ambulanze hanno il medico a bordo, mi dispiace”

Utente:  “e chi c’è su questa ambulanza”

Operatore: “c’è l’ autista soccorritore e l’infermiere”

Utente: “ … infermiere?”

Operatore:le confermo:  un infermiere con un autista soccorritore”

Utente:  … mmh

Operatore: allora?

Utente: (con tono tra l’arrabbiato e il rassegnato) “e vabbuò facit o venì… può darsi ca’o nfermier ne sap cchiù e nuje” (trad.: va bene fatelo venire lo stesso, può darsi che l’infermiere ne sa più di noi).

L’ABZ,  giunta sul posto dopo 7 minuti dalla chiamata, riscontrerà nella donna 72enne  in terapia per Morbo di Parkinson, uno stato di stipsi ostinata, risolto prontamente a domicilio con trattamento manuale e clisterino (già in dotazione alla paziente) ad opera dell’infermiere. Codice di rientro VERDE.

Per il sollievo generato alla signora, il marito e la consorte loderanno infinitamente il personale intervenuto dispensando benedizioni ai propri defunti.

Felice anche per aver fugato ogni sua perplessità: l’infermiere ne sapeva più di loro!! Il marito soddisfatto a telefono ringrazierà.

Se dubbio c’era!!

SILVESTRO

Chiamata al 118 “reale”…per “emergenza sanitario (wc)”

Questa che propongo è una chiamata che spopola su “you tube” e rappresenta veramente una telefonata di emergenza (reale del 118), ma in questo caso non si tratta di “emergenza sanitaria” come intediamo noi e l’operatore, ascoltatela e ve ne accorgerete…

Buon divertimento…

SLV

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UNA CANNA DA SBALLO

 

La chiamata giunge in Centrale alle ore 20:50. A inoltrare la richiesta di aiuto è la voce di un ragazzo preoccupato per le condizione della sua ragazza.

 

Operatore:Pronto 118”

Ragazzo:Si pronto…salve…senta…buonasera, volevo una spiegazione, non so se c’è bisogno di un intervento…

Operatore:Mi dica pure…

Ragazzo:Abbiamo fumato una canna… e la mia ragazza non si sente bene…come dovrei agire…? Cosa dobbiamo fare…? Si sente troppo eccitata diciamo così… si muove con le gambe ha detto che non ce la fa con la testa…

Operatore:Dove vi trovate?

Ragazzo:Non so di preciso l’indirizzo, comunque ci troviamo vicino all’Ambasciata… praticamente…

Operatore:E’ la prima volta che fuma?”

Ragazzo:No, non è la prima volta, ma secondo me era un po’ troppo pesante, diciamo così, perché abbiamo fumato la stessa cosa, ma io sto bene…”

Operatore: “Quali sono i sintomi?

Ragazzo:Si sente troppo eccitata, si sta muovendo da due ore con le gambe e non riesce a stare ferma e si sente di collassare, cosa posso fare io?

Operatore:Mi passi la ragazza

Ragazzo:Si un attimo…

Ragazza:Pronto…

Operatore:Signorina mi dica cosa si sente?

Ragazza:Eh… non mi sento bene, …allora… cioè… mi sento quasi che voglio collassare, ho… ho senso di vomito ma soprattutto con la testa sto male… sto facendo tanti pensieri uno dietro l’altro, non riesco a fermare la testa e… mi sento il cuore che non riesco a farlo decollare…”

Operatore: “Mi da l’indirizzo?

Ragazza:Io non lo so…le passo il mio ragazzo…

Ragazzo: “Si senta…siamo proprio vicino all’Ambasciata Americana, ma viene l’ambulanza?

Operatore:Si, mi dica ancora una cosa, da quando tempo ha questi sintomi?

Ragazzo:Diciamo… dopo una mezz’ora che abbiamo fumato… cioè da quando le è salito lo sballo praticamente…

Operatore:Quanti anni ha?

Ragazzo:Io 24… lei 22…

La ragazza dopo il primo trattamento sul posto da parte del personale del 118, verrà trasportata in ospedale. E solo dopo qualche ora si riprenderà completamente.

A presto SLV

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La telefonata di Alberto Stasi al 118

L’audio della chiamata che Alberto fece subito dopo il ritrovamento del corpo della fidanzata, Chiara Poggi.

La chiamata giunge nella centrale operativa del 118 di Pavia alle ore 13.49 del 13 agosto 2007. La conversazione dura 57 secondi. La voce al telefono è quella di Alberto Stasi che chiede l’intervento del 118 subito dopo il ritrovamento della sua fidanzata, lungo le scale della taverna della sua villetta di Garlasco (Pavia).

  
LA TELEFONATA -L’operatrice sanitaria risponde e Alberto esordisce chiedendo un’ambulanza «in via Giovanni Pascoli a Garlasco». Soltanto dopo 20 secondi il giovane, incalzato dall’operatrice, spiega il motivo della chiamata: «Credo che abbiano ucciso una persona…». Ma poi si corregge: «Forse è viva… non ne sono sicuro…».  Quando l’operatrice chiede ad Alberto se la vittima sia «una sua parente», il ragazzo risponde finalmente: «No, è la mia fidanzata». Trentaquattro secondi dall’inizio della registrazione. Che si conclude quando Alberto ha già raggiunto sulla sua Golf nera la caserma dei carabinieri di Garlasco, che dista una manciata di metri dalla villa del massacro.(www.corriere.it)
.

Operatrice: “Pronto 118.”

 

Alberto: “Si, mi serve un ambulanza in Via Giovanni Pascoli a Garlasco.”

 

Operatrice: “A Garlasco?”

 

Alberto: “Si.”

 

Operatrice: “Via Giovanni Pascoli, al numero?”

 

Alberto: “29, la via senza uscita, la trova subito.”

 

Operatrice: “Come?”

 

Alberto: “E’ la via senza uscita, mi sembra al 29, non ne sono sicuro.”

 

Operatrice: “Emhm… ma cosa succede?”

 

Alberto: “E credo che abbiano ucciso una persona… non ne sono sicuro… forse è viva…”

 

Operatrice: “Ma in che senso? Cioè cosa è successo? Lei cosa vede?”

 

Alberto: “Adesso sono andato dai carabinieri, c’è… c’è, c’è sangue dappertutto e lei sdraiata per terra.”

 

Operatrice: “In strada o in casa?”

 

Alberto: “No, in casa.”

 

Operatrice: “Si, ma è una sua parente?”

 

Alberto: “No, è la mia fidanzata.”

 

Operatrice: “Mhm… quanti anni ha questa persona?”

 

Alberto: “26.”

 

Operatrice: “Va bene adesso arriva… le sembra il civico 29?”

 

Alberto: “Comunque la via è senza uscita e sicuramente troverà anche i Carabinieri.”

 

Operatrice: “Ma lei è in casa adesso?”

 

Alberto: “ No, sono in caserma… sono appena arrivato, adesso… gli dico cosa è successo.”

 

Operatrice: “Mhm… va bene, adesso comunichiamo anche con i Carabinieri.”

 

Alberto: “Si.”

 

Operatrice: “Intanto mando a vedere un’ambulanza… va bene.

A presto SLV

Soccorso a signora con “prostata”… nella gamba.

                                                                                 

www.pronto118.it

La chiamata giunge in centrale alle ore 10 e 21, al telefono la voce di una giovane donna. La mamma di 66 anni, a letto per l’influenza, mentre cerca di andare in bagno, scivola a terra, a causa del pavimento bagnato per le pulizie domestiche.

La conversazione dura 1 minuto e 22 secondi.

 

 

Operatore: “Pronto 118.”

 

Figlia: “Si pronto, buon giorno, sentite dovete correre  qui, c’è una signora anziana che è caduta dal letto e adesso si lamenta, ha dolore alla gamba.”

 

Operatore: “Ma adesso dove sta, ancora a terra?”

 

Figlia: “No, no, adesso l’abbiamo rimessa a letto, quella stava andando in bagno e… penso sia scivolata… perché avevo appena lavato i pavimenti, e a terra era ancora bagnato…  io non mi ero accorta che era scesa dal letto.”

 

Operatore: “Ma stava a letto perché è allettata o soffre di qualcosa in particolare? Quanti anni ha?”

 

Figlia: “Noo, perché in questi giorni ha avuto l’influenza. (Breve pausa) “E… quanto ha,  quella è del…” (Poi rivolgendosi ad altra persona) “Quanti anni ha mamma?”  (Rivolgendosi di nuovo all’operatore) “Quella è… del… ’42  avrà…”

 

Operatore: “Ho capito, ma ha battuto anche la testa?”

 

Figlia: “No, glielo ho chiesto, mi ha detto solo che è scivolata sul lato… e cadendo si è aggrappata al comodino… e… ha sbattuto con il ginocchio a terra che adesso gli fa male.”

 

Operatore: “Quindi ha solo dolore al ginocchio? Ma riesce a muovere l’articolazione?”

 

Figlia: “Si, si la gamba la muove, però ha dolore.” (E con tono di voce basso e circospetto aggiunge) “Sentite… quella, lì, ha anche la prostata…”

 

Operatore: “La che?”

 

Figlia: (Con tono ancora più circospetto) “Ha una prostata…”

 

Operatore: (Perplesso) “Eeeh…”

 

Figlia: (Con tono deciso) “Eh soffre di prostata.”

 

Operatore: (Incuriosito)“Prostata? Che c’entra la prostata.  Scusate ma mi avete detto che è una signora?

 

Figlia: “Si, si, è mia mamma. Quella ha una prostata nella gamba, è stata operata l’anno scorso… ma non capite?”

 

Operatore: “Ah! Ha una protesi!” (E a stento trattiene una risata). “Dove al ginocchio?”

 

Figlia: “Si, le hanno messo questa… pro..s.. tesi dentro alla gamba…perché quella soffre con l’artrosi…,” (e con tono irritato aggiunge) “scusate, ma quante domande… mica faccio il  medico io…”

 

Operatore: “Va bene, signora, mi dica da dove chiama?”

 

Figlia: “Io? Chiamo dal cellulare.”

 

Operatore: “No, signora, intendo l’indirizzo”

 

Figlia: “Ah, l’indirizzo? Dovete venire qui,  in Via Verdi.”

 

Operatore: “Si, via Verdi, numero?”

 

Figlia: “Numero 5, il palazzo della Pasticceria Belvedere, al terzo piano, l’ascensore non c’è però… è guasto”

 

Operatore: “Qual è il cognome al citofono?”

 

Figlia: “Troverete scritto Dito, ma tanto non funziona manco quello. Comunque io sto alla finestra, vi vedo quando arrivate e vi apro.”

 

Operatore: “Va bene, pochi minuti e arriverà l’ambulanza, la saluto.”

 

Figlia:Sentite però venite senza sirena altrimenti quella mia mamma  si spaventa. Arrivederci”

 

 

Al termine della conversazione l’evento sarà classificato come codice verde , l’ambulanza arriverà sul posto dopo 10 minuti dalla chiamata e la signora sarà trasportata al Centro Traumatologico più vicino per gli accertamenti del caso.

(Protesi del ginocchio)

A presto SiLVestro